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GRAZIE DAI FIOR |
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Scritto per il bimestrale "La nostra Famiglia" degli Ospedali Civili di Bergamo(maggio/giugno 2009) |
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Carissimi amici, pace e bene a tutti! Voglio raccontarvi un episodio che, nella sua semplicità, ha avuto lo stesso effetto di una piccola catechesi all’aria aperta! Mi ha fatto ripensare ancora una volta a quanto sia bello e importante saper ascoltare e a quanto bisogno abbiamo di ringraziare!
Dovete sapere che ogni tanto, in convento, viene a trovarci il nipotino di Frate Ettore con la sua mamma. Si chiama Matteo, ha sei anni e gli piace tantissimo correre e saltare nel nostro giardino. Qualche giorno fa è arrivato pieno di entusiasmo, come al solito e vedendo che mi accingevo ad annaffiare i fiori, con il mio annaffiatoio verde, mi ha detto: <<Posso darti una mano?....mi piace tanto sentire la voce dei fiori che mi ringraziano. Lo faccio sempre anche con i gerani della nonna !>> <<La voce dei fiori che ringraziano ?>> Risposi io un po’ stupito da quell’affermazione. <<Non l’hai mai sentita?>> Matteo mi stava mettendo in difficoltà. <<No…cioè sì….cioè forse….insomma: tieni questa bottiglia piena d’acqua e vieni con me ad annaffiare !>> risposi un po’ impacciato. Matteo prese la bottiglia e stando bene attento a non far cadere neppure una goccia d’acqua mi seguì nel giardino dietro la cucina del convento. Si diresse verso la pianta di rose e dopo avere bagnato la terra si chinò un attimo tendendo l’orecchio verso il basso e, dopo qualche istante, con molta serietà disse: <<Prego….Non c’è di che !>> Fece così anche con i due vasi di geranio e con quello del basilico e poi mi guardò e mi disse: <<L’hai sentita?>> Diventai tutto rosso e dovetti ammettere che… Io la voce dei fiori non l’avevo proprio sentita ! Allora Matteo mi prese per mano e mi portò vicino al vaso delle begonie, la cui terra era veramente secca (il giorno prima mi ero dimenticato di annaffiarla); a gesti mi fece capire di inginocchiarmi e di accostare il mio orecchio alla pianta piena di fiori rossi. Lui prese il mio annaffiatoio e iniziò a vuotare un po’ d’acqua. A quel punto mi accorsi che mentre la terra si bagnava, stando in perfetto silenzio, si poteva sentire un rumorino, qualcosa di simile ad un “cicchicicchicicchi” <<L’hai sentito adesso?>> Mi chiese Matteo sorridendo. <<Sì – risposi io – ho sentito…”cicchicicchicicchi”. E’ la terra secca che si bagna e sembra che succhi l’acqua con una cannuccia.>> <<Uffa ! Quella è la voce dei fiori che ringraziano perché avevano sete e noi gli abbiamo dato da bere ! E’ da mezzora che te lo dico!>> In tanti anni che mi prendevo cura delle piante del giardino non mi ero mai accorto di quel “cicchicicchicicchi” e per sentirlo nuovamente mi misi ad annaffiare il vecchio ulivo che se ne stava, da tanto tempo, vicino al muro del giardino. Le sue radici avevano così tanta sete che bevvero velocemente l’acqua e Matteo ed io sentimmo il loro grazie senza bisogno di avvicinare l’orecchio alla terra. <<Prego !>> dissi anch’io sorridendo e poi mi voltai verso quel bambino di sei anni che mi guardava tutto soddisfatto. <<Insegnerai anche agli altri frati ad ascoltare il grazie dei fiori?>> mi chiese. <<Certo, Matteo! E…Grazie a te per avermi fatto partecipe di questa “scoperta”. >> Quella sera, durante la cena, raccontai ciò che avevo imparato dal nipotino di frate Ettore e… chissà perché il giorno dopo tutti i frati volevano annaffiare i fiori!
Carissimi amici… Visto che si avvicina l’estate e che probabilmente avrete anche voi qualche occasione per dare un po’ d’acqua ad un fiore, vi consiglio, almeno una volta, di farlo in silenzio… così potrete ascoltare quel timido “grazie”… E poi, magari, quel fiore potrebbe dirvi tante altre cose, perché nel silenzio parla il cuore e… succedono cose straordinarie!
Arrivederci a presto Fra Lieto
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